L’INFERMIERE NON È UN BERSAGLIO

Avvisi OPI Bergamo

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo non vuole lasciare solo nessun collega.

L'infermiere non è un bersaglio, non è un capro espiatorio, non è un contenitore inerme dove riversare rabbia, frustrazione ed inefficienze del sistema.

L'infermiere è un professionista alleato del cittadino e tutto il Servizio Sanitario Nazionale deve impegnarsi affinché questa alleanza possa esprimersi al meglio, al fine di aumentare sicurezza e fiducia.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo tutela e rappresenta quasi 7000 professionisti infermieri della provincia di Bergamo.

Alla luce dell’ennesimo caso eclatante di violenza presso il Pronto Soccorso del Policlinico San Marco ai danni di infermieri e operatori sanitari avvenuto in data 25 giugno 2019, il Presidente Gianluca Solitro e il Consiglio Direttivo dell’OPI di Bergamo esprimono solidarietà ai colleghi e a tutti i colleghi vittime di aggressioni fisiche e verbali o che rischiano di esserlo durante l’espletamento delle proprie funzioni presso le strutture sanitarie.

OPI Bergamo giudica gli atti di violenza sui professionisti inaccettabili e sollecita interventi di prevenzione degli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari.
La sicurezza degli operatori deve essere un aspetto prioritario, perché strettamente correlata alla qualità e alla professionalità dei servizi che devono poter essere erogati con serenità.

L'89,6% degli operatori sanitari è stato coinvolto, nel corso della sua attività, in episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Numerosi studi internazionali indicano che gli infermieri in Pronto Soccorso sono, tra i professionisti sanitari, i più esposti ad atti di violenza nel corso dell’attività lavorativa.

L'impatto del fenomeno è tale che l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo ha lanciato nel 2019 una campagna social con lo slogan #RispettaChiTiAiuta - no alla violenza contro gli operatori della salute-, che è stata condivisa in tutta Italia, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione.

Solo l’impegno comune di tutti (direzioni aziendali, dirigenza infermieristica e medica, coordinatori, professionisti e loro rappresentanti, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei cittadini, organi di informazione) può migliorare l’approccio al problema e assicurare un ambiente di lavoro sicuro. Tanto più che gli atti di violenza possono ripercuotersi negativamente anche sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

È un tema che deve diventare di assoluta priorità di tutte le organizzazioni, perché a pagare disservizi e condizioni inadeguate per un'assistenza degna di questo nome non siano i professionisti di prima linea.

Il Consiglio Direttivo e i Revisori dei Conti dell’OPI di Bergamo